Andrea G.
lunedì, 06 luglio 2009

Omicidio Hrant Dink: nuova udienza

TURKEY2
Torno su un argomento che mi sta a cuore: Hrant Dink e il processo ai suoi assassini.
Stamane si è tenuta la decima udienza (nel giro di due anni!). Su Bianet trovate una cronaca di quest'udienza con la testimonianza di una persona che aveva passato un po' di tempo con Dink poco prima della sua uccisione. D'ora in poi un gruppo di avvocati europei seguirà le udienze.
Sabato 4 luglio molte persone hanno manifestato sula Istiklal Caddesi, principale via di Taksim.

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lunedì, 06 luglio 2009

Proteste degli uiguri, la Turchia si muove

PROTESTEIn Turchia si stanno tenendo manifestazioni di solidarietà a favore degli uiguri, popolazione turcofona e mussulmana della Cina.
Negli scontri scoppiati ieri nella regione cinese dello Xinjiang sono stati uccisi 140 persone e ferite 800.
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venerdì, 03 luglio 2009

Probabile golpe: scarcerato autore piano

Ci sono aggiornamenti circa l'ultimo probabile piano dell'esercito per incastrare l'Akp.
Ieri è stato rimesso in libertà il colonnello della marina Dursun Cicek, accusato di essere l'autore di una lettera contenente un piano contro il Partito della Giustizia e dello Sviluppo del premier Erdogan e pubblicata sul quotidiano Taraf.

Fonti:

Peacereporter
Occidentale
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venerdì, 03 luglio 2009

I turchi arrivano in Francia

SAISTURCIn Francia è iniziata la stagione culturale turca, una serie di eventi che ha l'obiettivo di far conoscere meglio l'arte, la musica, il cinema...in generale la cultura anatolica ai francesi.

Io ne avevo scritto qualche mese fa per Cafébabel.
Ora se ne occupa anche Le Monde.

L'evento venne programmato nel 2006 e l'inizio sarebbe stato rovinato dalle scaramucce politiche tra i due paesi.
  • difficoltà di comunicazione tra Culturesfrance e la Istanbul Foundation;
  • posticipo dell'inizio per le elezioni europee (probabilmente, se i francesi conoscessero meglio la Turchia non si farebbero abbindolare dallo spauracchio "Turchia in Europa");
  • promozione sottotono dell'evento nell'Esagono.
Nonostante tutto, alcuni ministri turchi hanno fatto pressioni per continuare, perché la manifestazione potrebbe essere un "ramoscello d'ulivo".

E noi, in Italia, avremo mai delle manifestazioni così, o continueremo a ricercare la sicurezza assoluta davanti alla fredda luce blu dei nostri schermi televisivi, protetti dalle ronde?



Passando invece ai 400 eventi della Stagione, sto invidiando molto i francesi che potranno gustarsi ogni tipo di arte riccamente speziate dai turchi: sfogliando il "dossier de presse", mi è bastato qualche nome per convincermi che non mancano le occasioni buone: le foto di Istanbul di Ara Guler, quelle delle decine di etnie fatte da Attila Durak, i gruppi come Mercan Dede, Baba Zula, l'architettura di Le Corbusier a Izmir, per poi passare agli incontri e alle retrospettive dedicate ai grandi scrittori e ai grandi registi.

Qui trovate il "Dossier de presse".
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giovedì, 02 luglio 2009

La Svezia a capo dell'Ue, e la Turchia

Su Cafébabel è stato pubblicata un'analisi interessante sull'adesione Ue della Turchia durante il semestre della presidenza della Svezia, uno degli Stati europei più favorevoli.

Eppure, sostiene l'autrice dell'articolo, potrebbe non essere abbastanza per rilanciare i negoziati di accesso di Ankara iniziati nel 2005.

Leggi l'articolo.

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sabato, 27 giugno 2009

Un piano militare per fermare l'Akp?

İlker Başbuğ, generale dell'esercito turco, ha tenuto una conferenza stampa il 26 giugno per rigettare tutte le accuse di cospirazione ai danni del partito islamico-moderato al potere, l'Akp.

Tutto è iniziato con la pubblicazione del "Piano per combattere il fondamentalismo islamico" sul quotidiano liberale Taraf il 12 giugno. Dei sabotaggi e altre azioni da controspionaggi sarebbero state programmate per discreditare l'Akp e il movimento islamico vicino al partito, quello di Fetullah Gulen e per fomentare il nazionalismo.

BaÅŸbuÄŸ ha rinnegato ogni responsabilità e promesso un'inchiesta interna, che i procuratori militari hanno detto che mancano le prove.

Le idee e le analisi più o meno credibili abbondano.
Resta il fatto che, come sottolinea l'Economist, l'Akp resta un obiettivo di quelli che si considerano a salvaguardia di un potere tradizionale, e che, come scrive
Celal Güzel su Radikal, riportato da Le Monde, se il documento è vero mostra ch'esistono ancora nell'esercito dei gruppi favorevoli ai golpe e che cospirano contro la democrazia.

Economist
Le Monde


Note:
  • lo stesso procuratore che aveva aperto l'inchiesta per chiudere l'Akp si è lamentato dell'Akp, che si dedicherebbe troppo alla crescita economica e quasi per nulla del secolarismo dello Stato, riporta l'Economist;
  • chiaramente in Italia non si legge nulla di tutto ciò.
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sabato, 27 giugno 2009

Erdogan tuona contro gli antiturchi

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan è stato a Bruxelles in questi giorni, e ha alzato un po' la voce contro chi cerca di rallentare e ostacolare il processo d'adesione all'Ue.
Euronews
Le Monde
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giovedì, 25 giugno 2009

Ergastolo al killer di Pippa Bacca

Murat Karatash, 38, autista di camion assassino di Pippa Bacca, è stato giudicato colpevole dai giudici della Corte d'Assise della città di Kocaeli e per questo gli è stato dato l'ergastolo.
Corriere.it
«È una sentenza severa, ma giusta - dice Elena Manzoni, madre di Pippa e sorella del famoso artista Piero -. In Italia non lo avrebbero mai condannato all’ergastolo, sono soddisfatta della giustizia turca».
ilGiornale.it
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mercoledì, 24 giugno 2009

Quanti Ozdemir in Europa?

Ozdemir comincia a essere un cognome abbastanza diffuso tra i politici europei.
In Turchia c'è Cem Ozdemir, alla testa dei verdi. Ora, invece, poco distante di lì, in Belgio, c'è una Mahinur Ozdemir che siede tra i banchi parlamentari di Bruxelles con il suo turban, che ha destato qualche polemica tra i liberali. Ne parla Marco Zatterin, bravo corrispondente della Stampa da Bruxelles, sul suo blog.
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mercoledì, 24 giugno 2009

In Turchia la radio di stato trasmetterà anche in armeno

Entro un anno partiranno trasmissioni in lingua armena. Lo vuole il direttore della radio e delle trasmissioni estere della Tv di Stato TRT, Åženol Göka. La decisioni d'immettere nell'etere turco trasmissioni armene è nata 18 mesi fa. "We are tackling the common history of the two nations. We are emphasizing our joint values in order to strengthen the links between the two people", ha dichiarato Göka.

Qui l'articolo di Vercihan ZiflioÄŸlu
I segnali per una riconciliazione continuano.



Intanto ho scoperto altre due bei siti. La pagina ufficiale della TRT ha anche i collegamenti alle edizioni inglese e italiana. Bene bene!
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mercoledì, 10 giugno 2009

Claudia, e le donne turche

Mi ha contattato qualche giorno e mi ha segnalato il suo blog molto interessante.
Si chiama Claudia, è di Napoli e ha vissuto a Istanbul durante il suo erasmus, e ora studia la condizione delle donne in Medio-Oriente. Per questa ragione ha aperto un blog, Yakamoz, sulle donne in Turchia.
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mercoledì, 10 giugno 2009

Articoli di oggi - Reazioni turche al voto Eu

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martedì, 09 giugno 2009

I Demo-Crociati anti-turchi

Magdi Cristiano Allam, questo crociato d'Egitto, è appena stato eletto al Parlamento europeo con l'Udc che già tuona: "L'Europa deve interrogarsi sulla sua identità e capire cosa vuole essere e la Turchia non fa parte dell'Europa. La maggior parte del territorio turco -ha spiegato in maniera molto semplice e lineare - è in Asia. Inoltre la Turchia é una società islamizzata che perseguita i sacerdoti, profana le chiese trasformandole in moschee, occupa Cipro e nega lo sterminio degli armeni"."L'Europa - ha concluso - deve discutere la sua identità e chiarirsi cosa vuole essere. Chi viene in Europa deve imparare la nostra lingua, rispettare le nostre leggi e la nostra identità".

Ma per un democristiano anti-turco che va in Europa ce n'è un altro che resta a casa. Si tratta del torinese Deodato Scanderebech che, sostenendo di essere un discendente di Giorgio Castriota Scanderberg, l'eroe della resistenza albanese all'Impero ottomano.Qualche giorno fa il politico dell'Udc riaffermò il suo no alla Turchia ricordando di avere nel dna quest'elemento "anti-turco".

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martedì, 09 giugno 2009

Futuro incerto per l'ingresso, Erdogan richiama il Parlamento europeo


Saranno tempi duri per i negoziati di accesso della Turchia nell'Unione europea per:

  • la preannunciata vittoria delle destre in Europa (263 seggi al centro-destra, senza contare la crescita di partiti xenofobi come la Lega, il partito olandese di Geert Wilders Vlaams Belang e la marea di partiti destrorsi dell’Est);
  • l’assenza di molti sostenitori della Turchia, come i Radicali italiani, l'olandese Joost Lagendijk al finlandese Ari Vatanen, non saranno nel nuovo Parlamento di Strasburgo
Il primo ministro Recep Tayyip Erdogan nel corso di una riunione del partito islamico-moderato Akp ha affermato: "Il Parlamento europeo deve mantenere tutte le promesse fatte sull'adesione della Turchia all'Unione Europea".
"La Turchia ha messo in atto numerose riforme e continuerà su questa strada. Noi abbiamo il diritto di chiedere al Parlamento europeo di mantenere i propri impegni concernenti l'adesione della Turchia all'Unione".
E ancora, Erdogan ha dichiarato che "la vittoria del Partito Cristiano-Democratico alle elezioni per l'europarlamento non modificherà la politica dell'Unione Europea. La questione dell'adesione della Turchia resterà aperta e non sarà messa da parte. La Turchia non si fermerà e continuerà a lavorare in questa direzione"

Alcuni giornali turchi hanno manifestato il loro rammarico: "Ci mancavano solo i razzisti” è il titolo in prima pagina del quotidiano laico Vatan. "L'Europa ha formato uno sbarramento", fa eco Cumhurriyet, mentre Hurriyet titola "Infranto il sogno europeo" (della Turchia).
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giovedì, 04 giugno 2009

L'uso della Turchia nella campagna elettorale europea


La Lega Nord, in vista di queste elezioni europee, può agitare lo spauracchio "Turchia e ottanta milioni di mussulmani" nella sua campagna elettorale.
Si tratta di un argomento che prima non poteva usare con forza, perché alle ultime elezioni per il Parlamento comunitario, tenutesi nel giugno 2004
, il percorso per l'accesso della Turchia nell'Unione europea non era ancora cominciato ufficialmente: ciò accadrà solo nel dicembre seguente.

Ora può dirlo
. Possono dirlo Mario Borghezio, che già tanto ha utilizzato questo spauracchio nel suo periodo da europarlamentare, e lo può usare quel bontempone di Matteo Salvini (quello della metro per gli stranieri): "Altro che inciucio su questo o su quello, ecco il vero pericolo che gli italiani che si apprestano a votare per le elezioni europee stanno correndo: aprire la porta di casa loro a 80 milioni di islamici", ha dichiarato di recente.

Salvini è attualmente europarlamentare europeo, ruolo che già ha ricoperto dal 2004 al 2006, quando lo abbandono per diventare
consigliere comunale a Milano dopo le elezioni amministrative. Dalle elezioni politiche 2008 è anche deputato. Cosa vuol fare Salvini? Accumulare cariche? Che farà se mai fosse eletto al Parlamento europeo?

Cambiamo capitolo. In un altro Stato europeo, qualcuno, invece, si è accorto in maniera furba come il sì alla Turchia in Europa possa essere usato bene a fini elettorali. Parlo della cancelliera tedesca
Angela Merkel che, come scrive Marcello Foa riprendendo un articolo del New York Times, "ben 690 mila degli oltre due milioni di turchi residenti, sono naturalizzati tedeschi", e quindi possono votare.
Solitamente le preferenze vanno ai socialdemocratici e ai verdi (che, oltretutto, hanno un capo d'origine turca, Cem Ozdemir).
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domenica, 17 maggio 2009

Appuntamento a ottobre

Ieri, alla Fiera del Libro, ho parlato con alcuni tizi dell'Einaudi.
A quanto pare "il Museo dell'Innocenza", ultimo libro di Orhan Pamuk, uscirà a ottobre.
Tanto, troppo tempo d'attesa.
Appena ho qualche momento libero vi scrivo anche qualcosa sull'incontro pubblico di Pamuk a Torino
. Intanto beccati qualche assaggio dal blog di Cristina Zagaria.

(vignetta da Silk Road Studies)
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giovedì, 07 maggio 2009

Momento nostalgia

Ripenso ai tramonti sul Bosforo guardando questo video: Cecom, eseguita da Brenna McCrimmon e i Babazula (Dal film "Crossing the bridge - the Sound of Istanbul").


If only I'd be a nightingale and sing in the gardens

In each of my folk songs write your name on them

Every morning I warble my rose

If only I'd be a seagull, fly away over the seas

If I sailed into the wind, I'd reach the dawn

with every stroke of my wings

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mercoledì, 06 maggio 2009

Scavare a fondo

A quanto pare, stando ad Al-Jazeera, Hurriyet e altri, oltre alla faida di famiglia, dietro al massacrodi 44 avvenuto a Mardin lunedì durante un pranzo nuziale, ci sarebbero regolamenti di conti tra militanti curdi e i padri degli sposi, appartenenti alle Guardie dei Villaggi, milizie paramillitari anti-Pkk.

Per il Professor Rüstem Erkan, capo del dipartimento di sociologia dell'Università di Diyarbakır, il massacro non rientra nelle regole dei clan.

Aggiornamenti.
La questione continua a essere poco chiara. Mattia segnala qualche articolo.
Uno, dell'Hurriyet, contiene le dichiarazioni di
Gönül Åžahkulubey, deputata dell'Akp. Riporta quanto detto da alcune persone del villaggio, secondo le quali qualcuno voleva che la promessa sposa sposasse qualcun'altro. Neanche lei crede alla matrice terroristica e a un regolamento dei conti del Pkk.
Ma un altro articolo, di Radikal,
"sembra che il PKK non c'entri per niente, e che, anzi, sia stato pensato come capro espiatorio anche dagli stessi che han compiuto il massacro. L'articolo (intitolato "Se lo stato dà armi in mano a gente ignorante") spiegherebbe che è stata una resa dei conti per proprietà mal spartite tra fratelli". (in corsivo la sintesi di Mattia).
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martedì, 05 maggio 2009

Dink tra i Giusti a Milano

Alle 10 e 30 a Milano, nel Giardini dei Giusti di Milano, verrà piantato un albero in memoria di Hrant Dink. Alla cerimonia sarà presente la vedova Rakel.

Qui un articolo di vita.it.
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lunedì, 04 maggio 2009

Buona visione

Sulla rete franco-tedesca Art'e ho visto un bel documentario sui curdi in Turchia, spiegando le radici del conflitto tra le due etnie e la dura repressione di chi osava alzare la testa contro il nazionalismo dello Stato, "Retour en terre kurde", di Yüksel Yavuz.

Si parla anche della polizia segreta antiterrorismo Jitem, di cui si parlava in quest'articolo di Le Monde. L'articolo è stato tradotto in italiano e pubblicato da Osservatorio Iraq. La fonte è comune,
Abdulkadir Aygan, ex militante curdo assoldato poi dalle forze antiterroriste come "infiltrato".

Anche le altre testimonianze del documentario sono forti, a tratti scioccanti, come quelle sulle torture subite in carcere dai militanti curdi.

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martedì, 28 aprile 2009

Hitch hits back

Il Corriere della Sera di oggi pubblica la traduzione dell'articolo di Christopher Hitchens sulle relazioni Turchia-Europa che avevo riassunto qui.
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lunedì, 27 aprile 2009

Nedim, non toccare le figlie di Allah!

Risputano i guai per Nedim Gursel, di cui avevo parlato diverso tempo fa.

Gursel è l'ennesimo scrittore turco che finisce in tribunale per ciò che scrive, ricordandoci che la Turchia ha ancora parecchia strada da fare sul punto di vista delle libertà. La differenza dagli altri è però nel merito delle accuse: se solitamente è l'onore della patria a essere difeso in tribunale, questa volta sono i valori dell'Islam, "insultati" nel suo ultimo libro, "Le figlie di Allah".  Il rischio, secondo i procuratori, è quello di "minacciare la pace sociale". Per questa ragione sarà processo il 5 maggio.
In caso di condanna rischia una pena di due anni.

Qualche tempo fa, intanto, la Direzione Affari Religiosi che ha pesantemente criticato il libro di Gursel, definendolo «sarcastico e ingiurioso nei confronti di Allah, i profeti, i credenti, i libri sacri e i principi religiosi». Gursel ha replicato via stampa che si tratta solo di un romanzo e che la Direzione non dovrebbe occuparsi di opere d'arte.
Il premier Recep Tayyip Erdogan aveva dichiarato un passato che la Turchia è un paese in cui non si giudicano più gli scrittori. "Quest'affermazione, - ha dichiarato Gursel- rimette in dubbio la sua credibilità". Nell'ultimo mese il premier ha anche criticato il libro, provocando la reazione dell'autore. In una lettera indirizzata al capo dell'esecutivo, pubblicata sul quotidiano Milliyet, di proprietà del gruppo Dogan, editore del libro, Gursel ha scritto che
"sembra chiaro che ai paesi democratici e all'Unione europea a cui il nostro paese vuole aderire, questo processo non passerà inosservato".

Il suo primo libro, «Un’estate senza fine», ha ricevuto il principale premio letterario turco nel 1976, ma cinque anni dopo fu accusato di aver diffamato l’esercito. Nel 1983, inoltre, Gursel è stato incriminato per offesa alla morale pubblica, con il libro «La prima donna». I due libri sono stati poi ritirati dalla circolazione.
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domenica, 26 aprile 2009

Turchi irritati da Obama


Barack Obama
ha giocato molto diplomaticamente con la Turchia sulla questione del "genocidio armeno". Sapeva e sa dei passi avanti fatti tra i due stati nel ripristino di relazioni pacifiche, e così ha fatto un passo indietro rispetto ai suoi vecchi propositi. Se da senatore sosteneva il riconoscimento del genocidio armeno, da presidente non ha osato aprir bocca.

Certo, è stata una soddisfazione per i turchi, che magari ora si sentono più legittimati. Questa è l'impressione che si ha dopo i fatti avvenuti nelle ultime giornate. Venerdì 24 aprile era la commemorazione dei morti nel genocidio armeno. Obama ha fatto un dichiarazione in questa occasione:

Ninety four years ago, one of the great atrocities of the 20th century began. Each year, we pause to remember the 1.5 million Armenians who were subsequently massacred or marched to their death in the final days of the Ottoman Empire.

LE REAZIONI TURCHE - Questo è il primo paragrafo della dichiarazione ufficiale di Obama. E forse questa è la parte che ha suscitato le acide reazioni del presidente turco Abdullah Gul, e del ministro degli Esteri Ali Babacan. Quest'ultimo considera
«inaccettabili alcune espressioni del messaggio e la percezione della storia che contiene per quanto riguarda gli eventi del 1915». «Non si dovrebbe dimenticare che diverse migliaia di turchi hanno perso la vita nella stessa regione e nello stesso periodo degli eventi del 1915», ha continuato.
Più o meno questo è il senso della dichiarazione del presidente Gul, in visita in Bulgaria:
«Ci sono punti su cui non sono d'accordo. Anche centinaia di migliaia di turchi e musulmani morirono nel 1915. Bisogna condividere la sofferenza di tutti».

LE REAZIONI DEGLI ARMENI AMERICANI  - Immediatamente le associazioni armene in America, come l'Armenian National Commitee of America (Anca) si sono fatte sentire invitando i loro membri e quanti supportassero la loro lotta a inviare lettere al presidente americano, a Joe Biden, ai senatori e ai deputati. La critica che gli rivolgono è quella di non avere mantenuto una promessa fatta in campagna elettorale.
Obama ha specificato che il suo punto di vista personale non è cambiato  e che il suo maggior interesse è il riconoscimento
"pieno, franco e giusto" dei fatti.

RIAVVICINAMENTO NON MESSO IN DISCUSSIONE - Ma la cosa interessante è che, nei discorsi di Obama e di Babacan, si evidenzia l'importanza degli sforzi recenti nel riavvicinamento,  e quindi una volontà di non mettere in discussione quanto fatto finora .
Obama ha affermato:
«Il miglior modo per raggiungere quell'obiettivo adesso è, per gli armeni e i turchi, quello di affrontare i fatti del passato come un parte dei loro sforzi per andare avanti.  (...) A questo scopo, c'è stato un coraggioso e importante dialogo tra armeni e turchi, e all'interno della Turchia stessa. Supporto fortemente anche gli sforzi della Turchia e dell'Armenia di normalizzare le loro relazioni bilaterali».

Ali Babacan ha invece detto che «la Storia può essere ricostruita e valutata solo sulla base di prove e documenti indiscutibili
.  La storia comune delle nazioni turca e armena deve essere stabilita esclusivamente attraverso dati imparziali e scientifici, e gli storici devono basare le loro valutazioni solo su questo materiale. Solo con questo intesa noi supportiamo la dimensione storica del dialogo turco-armeno».

Fonti:
Sole24Ore
Reuters Italia
Siti istituzionali linkati
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venerdì, 24 aprile 2009

Passi avanti nelle relazioni turco-armene. Difficoltà con gli azeri.

Forse Christopher Hitchens (che sul sito di Vanity Fair ha una rubrica che si chiama "Hitch Bitch", ovvero "Hitch lo stronzo") farebbe meglio a non pronunciarsi su un argomento delicato come le relazioni turco-armene, considerando che ieri sono stati fatti passi avanti.

Però, a quanto pare, il problema ora è costituito dagli azeri, che hanno già alzato il prezzo del gas per ripicca. Qualche giorno fa Abdullah Gul, presidente turco, ha potuto parlare con il suo omologo azero e tranquillizzarlo: un accordo con l'Armenia avrebbe effetti positivi anche per l'Azerbaijan, ha rassicurato.
Ieri ad Ankara c'è stato un incontro tra , e il ministro della difesa azero, Safar Abiyev. Quest'ultimo ha cercato di spingere la Turchia a fare in modo che la riconciliazione con l'Armenia corrisponda al ritiro delle sue truppe dalla regione del Nagorno-Karabakh, la regione all'interno dell'Azerbaijan occupata dagli armeni dal più di 15 anni.

Articoli italiani sui progressi.
Sole24Ore
La Stampa
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lunedì, 20 aprile 2009

Hitchens infierisce e ricorda il no francese

Cercando ancora tra gli articoli di Christopher Hitchens, ne trovo uno su Slate, pubblicato oggi. Hitchens sembra molto critico nei confronti della Turchia, non lo sapevo. Comunque, dopo aver seminato zizzania sulla questione turco-armena, nell'articolo di oggi cerca di farlo in quella turco-europea, ricordando come la notizia meno nota del mese sia il ripensamento di Bernard Kouchner, ministro degli Esteri francese, che non vuole più lo Stato anatolico nell'Unione.

Kouchner supportava l'ingresso, ma il calo di secolarismo in Turchia lo preoccupa.
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lunedì, 20 aprile 2009

Obama, la Turchia e il genocidio

Rileggevo dei ritagli di giornale prima di metterli da parte. Me ne sono capitati tra le mani uno di Christopher Hitchens e uno di Sergio Romano, entrambi pubblicati sul Corriere della Sera, ed entrambi riguardanti il presidente americano Barack Obama, gli Usa, la Turchia e il "genocidio armeno" (ed entrambi citano un libro fondamentale di cui parlavo qui).

Nel primo, nella risposta alla lettera di un lettore del 18 marzo, Sergio Romano ricorda che gli Usa si sono mossi per adottare, nel gennaio 2007, una risoluzione "non impegnativa" sul genocidio armeno "documentato negli archivi americani", ma non hanno mai approvato nulla sotto l'influenza del governo turco. Poi sottolinea che in Turchia si teme che Obama potrebe adottare una linea diversa, e evidenzia come negli ultimi tempi, con il governo di Recet Tayyip Erdogan, siano stati fatti passi avanti dalla società civile:

"Vi è stato un convegno di studi sull' argomento, organizzato da una università turca. Vi è stata una petizione al governo firmata da molti intellettuali e sottoscritta da 29 mila persone. E vi è stata infine , nello scorso gennaio, in cui le dimensioni del massacri vengono quantificate sulla base di dati statistici provenienti da fonti ottomane. Il libro s' intitola «Le carte restanti di Talat pascià» ed è stato scritto da un giornalista, Murat Bardacki, che ha potuto leggere i documenti custoditi dalla vedova di Mehmed Talat, ministro degli Interni all' epoca dei massacri. Da questi documenti risulta che la popolazione armena dell' Impero ammontava prima del 1915 a un milione e 256 mila persone ed era scesa a 284.157 due anni dopo. Gli armeni scomparsi sarebbero quindi 972 mila, di cui molti uccisi, altri fortunosamente emigrati. Il libro di Bardacki ha ricevuto scarsa pubblicità, ma non è stato confiscato.

Non è stato confiscato, sottolinea l'ambasciatore, come per indicare la straordinarietà del fatto.
Il giornalista britannico Hitchens nel suo articolo è invece molto più critico. Ricorda lo straordinario apporto dell'ambasciatore americano a Costantinopoli, Henry Morgenthau, che documentò i massacri nominandoli "stermini raziali". Poi ricorda le posizioni iniziali di Obama, ancora senatore, sul genocidio e nota come spesso invece, sotto l'influenza delle "lobby industriali-militari" (e l'alleanza turco-israeliana), non sia più stato deciso nulla. Ammonisce Obama, come dice il titolo, a dire no al ricatto turco e infine invita a gli Usa a non farvi intimidire e a evitare il negazionismo il 24 aprile, giorno della memoria armena.

Secondo me, però, Hitchens non considera i passi avanti fatti bilateralmente tra Turchia e Armenia come Stati, e dalle due società civili. Non immagina che con una mossa come quella che lui vorrebbe si rischierebbe di alimentare estremismi in Turchia col problema di mandare all'aria quanto fatto negli ultimi tempi. In ballo non c'è l'onore degli Stati Uniti in un fatto per loro marginale, ma le relazioni tra due paesi in una questione che li coinvolge in modo diretto.
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martedì, 14 aprile 2009

Buone nuove

  • Yasin Hayal, considerato l'istigatore dell'assassinio di Hrant Dink, è stato condannato per l'attentato bombarolo a un McDonald di Trabzon nel processo di secondo grado. (Hurriyet);
  • Dei giovani hanno dato vita a una radio multietnica. Si chiama Nor Radyo, "La Nuova Radio", da poco anche anche on-line. Trasmette in turco, armeno, curdo e in un dialetto armeno, ma presto trasmetterà anche in greco e siriaco. Sperando che la censura non si faccia avanti.

postato da giba1985 alle ore 14/04/2009 20:24 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: breaking news, hrant dink


martedì, 14 aprile 2009

Dalla Svezia riemergono i fantasmi di una "sporca guerra".

Su Le Monde è comparso un articolo sui "desaparecidos" curdi, fatti scomparire dal Jitem, una cellula clandestina della gendarmeria che, come è scritto su Wikipedia, ufficialmente non esiste. La fonte è Abdülkadir Aygan (nella foto), ex militante del Pkk, diventato poi informatore di quest'esercito segreto.
Stando a quanto dice Murat Belge, il fondatore di questa cellula della gendarmeria sarebbe l'arcinoto ex generale Veli Kuçuk.
postato da giba1985 alle ore 14/04/2009 15:19 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: diritti, curdi, nazionalisti


lunedì, 16 marzo 2009

Forum mondiale dell’acqua a Istanbul

Si è aperto oggi a Istanbul il Forum mondiale dell’acqua. E non sono mancati gli scontri.

postato da giba1985 alle ore 16/03/2009 16:51 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: breaking news, diritti, geopolitica, istanbul


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