Andrea G., 22 anni alle spalle, un mese da stagista/corrispondente a cavallo tra Europa e Asia, e un grande interesse per la Turchia. Contattatemi a giba1985 at splinder.com
giovedì, 24 luglio 2008

Altri problemi giudiziari per uno scrittore turco

Copyright - Guillaume Perrier (Le Monde)(foto dal blog  "Au fil du Bosphore" di Guillaume Perrier)
In Italia ancora non se ne parla, forse perché non ci sono sue pubblicazioni in programma, però in Francia ormai si è diffusa la notizia che un altro romanziere turco, Nedim Gursel, è incappato in problemi giudiziari per il suo ultimo libro, "Le figlie di Allah".

L'accusa è di "Vilipendio ai valori religiosi", accusa strana per uno stato sédicente laico.
Il nuovo codice penale contiene l'articolo 216 che afferma:

    “Chi  degrada esplicitamente dei valori religiosi condivisi da un certo segmento della   società può essere condannato a una detenzione tra i sei mesi fino a un anno per aver destabilizzato l'ordine pubblico".

Guillaume Perrier del quotidiano francese "Le Monde" precisa che il procuratore di Sisli si rifa al comma 3 dell'articolo 216, quello riguardante "l'incitamento all'odio contro la religione".
Inoltre, informa il giornalista francese, Gursel non è nuovo a problemi con la giustizia turca:
nel 1981 viene condannato da un tribunale militare per "offesa alle forze armate" per il suo romanzo "Una lunga estate a IStanbul". Due anni dopo la giunta militare lo censura per "offera alla morale pubblica" per il suo romanzo "La prima donna".

Il suo romanzo s'interrogherebbe sulla "natura dell'Islam": riguarda infatti la vita di Maometto e la nascita dell'Islam. Gursel ha fatto ricerche nella biblioteca dell'Istituto del Mondo Arabo di Parigi:
«m'interrogo sulla fede, come sulla violenza nell'islam, partendo dalle sue fonti principali e tradizionali, ma anche con quelle secondarie, dei nemici di Maometto che non possono fare gli elogi del profeta», dichiara al quotidiano Libération.

«Se avessi elogiato il Profeta contro i suoi nemici, il libro non sarebbe stato credibile. Il libro non ha in maniera assoluta alcun aspetto che possa urtare la fede della gente. Sicuramente non urta il sacro» dichiara lo scrittore nato a Gaziantep al quotidiano turco Milliyet (riportato dal TDN).

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categoria: religione, diritti


martedì, 22 luglio 2008

Riassunto sul caso Ergenekon

Consiglio di lettura: su Osservatorio Balcani è stato pubblicato un lungo articolo riassuntivo ed esaustivo sull'inchiesta Ergenekon. Se avete cinque minuti di tempo libero leggetelo.
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categoria: politica, diritti, nazionalisti


giovedì, 10 luglio 2008

Spiragli per l'AKP

In un'intervista di Marco Ansaldo all'esperto di terrorismo Aytunc Altindal, l'intervista dichiara che -da quel che ne sa lui- l'AKP non verrà chiuso ma 26 dei 71 membri chiamati in causa verranno allontanati dalla vita politica.
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categoria: politica, religione, breaking news


mercoledì, 09 luglio 2008

Attacco al consolato americano: curdi o altri?

Nel marasma di questi giorni ci mancava proprio un bel agguato al consolato americano di Istanbul.
Stando ai giornali italiani, riprendendo Al Jazeera, i curdi del Pkk sarebbero responsabili.

Sulle agenzie di stampa, sui giornali americani e anche sui giornali turchi in inglese compare questo dato.

Tant'è che tal
Ross Wilson afferma:
"I'm not in a position to speculate on who this is or why they have carried out this action. But any time there is an attack on diplomatic establishment ... (it) is more or less by definition is an act of terrorism."

AGGIORNAMENTI

Il buon Antonio Ferrari del Corsera fa il suo solito punto ben preciso sulla situazione, citando una fonte esclusiva che tirerebbe in ballo gli integralisti. Gli scenari per l'Akp si farebbero più duri.

Guido Olimpo, sempre del Corsera, esperto in terrorismo, fa le sue ipotesi sugli autori: islamisti o pkk. Commento mio: grazie al piffero, e chi dovevano essere, i terroristi armeni dell'Asala, che da tempo non colpiscono? I pacifici alevi? E se ci fosse altro invece?


Immagini da La Stampa
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categoria: breaking news, informazione, curdi


martedì, 08 luglio 2008

Speculazioni politico-elettorali turche


AIUTO! Mi stavo addentrato in un'analisi politologica più grande di me e non riuscivo ad uscirne. Avrei avuto bisogno di sapere con che metodo vengono attribuiti i seggi parlamentari in base alle percentuali di voto, poi l'ho trovato ed ho deciso di abbandonare questi calcoli.

Partiamo dal problema che mi ero posto:
Come cambierebbe la rappresentazione parlamentare alla Grande Assemblea Nazionale, e quindi la vita democratica turca, se la soglia di sbarramento non fosse al 10% ma al 5% (favorendo l'ingresso di ulteriori partiti, un maggior pluralismo e quindi una migliore rappresentazione politica)?

Evidentemente, la soglia di sbarramento così alta, che favorisce il bipolarismo e dovrebbe implicare una maggiore stabilità, nel recente caso turco non stabilizza ma crea più tensioni.

Quindi, una soglia di sbarramento più bassa potrebbe diminuire il forte dualismo nato sulla duplice frattura "laici-conservatori" e "islamici-riformatori"?

Questa è l'analisi che mi ero prefissato. Per eseguirla avevo bisogno di un'informazione: la legge elettorale turca.
Io partivo dal presupposto che il sistema turco è un sistema proporzionale, però leggo su wikipedia che:

To participate in the distribution of seats, a party must obtain at least 10% of the votes cast at the national level as well as a percentage of votes in the contested district according to a complex formula.

Dal sito dell'Unione inter-parlamentare ne so qualcosa di più:

Party-list proportional representation system using the d'Hondt method, with restricted options and a double barrier (at the local and national level). Accordingly, a candidate from a political party can only be elected if the party (a) is fully organized in at least half of the provinces and one- third of the districts within these provinces; (b) has nominated two candidates for each parliamentary seat in at least half of the provinces; (c) has obtained at least 10% of the valid votes cast nationwide; and (d) has received, in the constituency in question, valid votes at least equal to the applicable simple electoral quotient.
Subject to certain conditions and exceptions, vacancies arising between general elections are filled through by-elections.

Quindi il problema è che il sistema è proporzionale ma i conti si fanno su base distrettuale e non nazionale, e quindi dovrei avere i dati di tutti i distretti, e per ogni distretto fare un calcolo.

Troppo complesso per me, mi richiederebbe ben più di una mattinata di calcoli e riflessioni, troppo tempo, un maneggiamento di numeri al quale non sono più abituato da quasi quattro anni, cioè da quando ho finito il liceo.
Mi riprometto però, appena posso, di ristudiarmi il manuela di scienze politiche d'analisi dei sistemi elettorali del mitico Arend Lijphart e invocare l'aiuto di Giovanni Sartori.
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categoria: politica


lunedì, 07 luglio 2008

udienza pubblica per l'omicidio Dink

Oggi riprendono le udienze del processo per l'omicidio di Hrant Dink e, per la prima volta, sono aperte a pubblico e cronisti.

Altro motivo per il quale vorrei essere a Istanbul anche quest'estate.
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categoria: istanbul, hrant dink


domenica, 06 luglio 2008

L'attualità turca e i media italiani

Ho l'impressione che quanto stia avvenendo in Turchia in queste settimane, ovvero le udienze per il processo all'AKP e gli ultimi arresti ("ad orologeria"?) per il caso Ergenekon, siano di particolare importanza per il futuro di questo paese.

E nessun mezzo d'informazione in Italia ne parla.
Le vicende sono avvolte da uno spesso strato di "partigianeria", da ogni parte si accusa l'avversario di strumentalizzazioni e complotti, e non è possibile farsi un'idea ferma sull'entità dei fatti.

Spero di poter risolvere qualcosa nei prossimi giorni.
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categoria: politica, religione, informazione, nazionalisti, turchia-italia


venerdì, 04 luglio 2008

Caso chiusura AKP - le accuse del PM

Nell'udienza di fronte alla Corte Costituzionale, il Procuratore Capo della Yargitay (la Corte Suprema turca), Abdurrahman Yalcinkaya, accusa l'Akp di essere una cellula di Al Qaida e Erdogan di lavorare per introdurre la Sharia nel Paese.

Erdogan un Osama Bin Laden in doppiopetto?

Stando comunque a un dispaccio dell'Apcom, la Corte Costituzionale approverà la chiusura dell'AKP in quanto molti suoi membri furono nominati dall'allora presidente della Repubblica Ahmet Necmet Sezer. Secondo la Costituzione, basterebbe che il 5% dei 549 deputati perdesse la carica (circa 28 parlamentari), per andare a elezioni anticipate entro 90 giorni dalla sentenza.
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categoria: politica


giovedì, 03 luglio 2008

Partiti e giudici in Turchia

  • altre 21 persone sono state arrestate negli sviluppi dell'indagine Ergenekon, impegnata nello smantellamento del "Deep state", lo Stato profondo, organizzazione nazionalista sovversiva e clandestina. [Reuters] Deniz Baykal, leader del principale partito d'opposizione CHP, ha dichiarato che si tratta di una mossa giudiziaria per legittimare l'AKP, partito islamico-moderato al potere [TDN];
  • l'Internazionale Socialista, già critica nei confronti del CHP e del suo leader Deniz Baykal per l'attitudine nei confronti delle minoranze, durante l'ultimo meeting ha rivolto altre critiche al partito, mentre Baykal ha perso il ruolo di vice-presidente, sostituito dal curdo-iracheno Jalal Talabani. Una delegazione della SI -che includerebbe un politico italiano- incontrerà dei rappresentanti del CHP nei prossimi giorni [Today's Zaman, TDN];
    (della crisi del CHP ne avevamo parlato qui);
  • l'AKP, malgrado il 47% dei consensi alle scorse elezioni, va incontro al processo senza cambiare leggi su intercettazioni e impunità. Oggi consegna il rapporto di difesa. Cose turche...[Hurriyet, Today's Zaman].
Anche l'Estate 2008 sarà per la Turchia un'estate caldissima, e io -purtroppo- quest'anno assisterò da lontano agli svolgimenti.
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categoria: politica, nazionalisti


venerdì, 27 giugno 2008

Ancora di turchi in Germania: Faccia da turco

Mentre mercoledì si giocava Germania-Turchia e, dopo una lunga battaglia, il sogno turco si spegneva, io per caso facevo un interessante incontro.

Ero a Milano, zona Porta Genova, vicino a un naviglio. Vedo una scritta fuori da una libreria di libri d’occasione: “Oggi tutto a due euro”. Entro, girovago un po’, non trovo nulla finché non incappo nella sezione di storia e società, decisamente la mia preferita. E lì, tra tanti volumi di “Storia del XX secolo” et similia, di quelli che allegano coi giornali, trovo questo gioiello…

 

Faccia da TurcoCosa sono quelle facce ebeti? Come non sapete chi sia Gunter Wallraff e cosa sia “Faccia da turco”?

Andiamo con ordine.

Wallraff è un giornalista tedesco che già negli anni Settanta e Ottanta faceva ciò che fa Fabrizio Gatti (qui e qui) o Paolo Berizzi oggi, ovvero si trasformava, assumeva una nuova personalità calandosi nei panni di un personaggio per fare delle inchieste giornalistiche.

Faccia da Turco 1 - particolareDopo aver smascherato così le bugie fabbricate da “Bild Zeitung”, il quotidiano tedesco più venduto, all’inizio degli anni Ottanta decide di calarsi nei panni di un immigrato turco per due anni e mezzo, diventando vittima del caporalato, garzone da McDonald e operaio alle acciaierie Thyessen.

Inizia così a raccontare le difficoltà della vita di quella che era ed è la comunità di immigrati più numerosa in Germania e in Europa. Wallraff s’imbatte nelle difficoltà burocratiche così come nel razzismo quotidiano dei tedeschi che non l’accettano nei bar, lo isolano sui mezzi di trasporto e lo discriminano nei posti di lavoro.


Il libro è diventato un best seller in Germania:negli anni Ottanta fu il più grande successo del Dopoguerra con due milioni e 300 mila copie vendute in pochi mesi. Poi fu tradotto in francese, olandese e in italiano, senza troppa fortuna (tant’è che le ultime edizioni risalgano al 1992).

 

Le pagine scorrono con rapidità e i pensieri volano verso tutti gli immigrati in Italia che stanno vivendo vicende simili, ai leghisti et similia che si comportano come quei tedeschi degli anni Ottanta. Ancora molta acqua deve scorrere perché le cose cambino.

Intanto, giù il cappello davanti il lavoro di Wallraff.

 

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